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giovedì 30 ottobre 2014

L'immigrazione in Italia




L'immigrazione è un fenomeno antichissimo: quando l'uomo è in situazioni di crisi è costretto ad andare verso posti più ricchi per trovare lavoro e vivere meglio. Il secolo scorso molte persone hanno sentito l'esigenza di lasciare l'Italia,che allora era povera per andare in altri paesi che offrivano più prospettive. La maggior parte degli immigrati di oggi provengono dall'Africa,dall'America Latina e dall'India. Questi paesi sono stati sfruttati per secoli per le loro ricchezze dai popoli europei. Tutto questo sfruttamento ha impedito loro di progredire; la miseria e la fame spingono questa gente a imbarcarsi su piccole barche per affrontare un viaggio lungo e pericoloso con la speranza di trovare lavoro e inserirsi nella nostra società,ma tutto questo per loro non è facile perchè anche in Italia c'è poco lavoro. 


 L'immigrazione crea allo stato italiano gravi problemi perchè sta diventando quasi impossibile accogliere un gran numero di persone nei centri di accoglimento e anche per i suoi costi. La maggior preoccupazione è dovuta al fatto che molti di loro sono clandestini e una parte di loro viene indotta alla malavita perchè i criminali gli offrono dei lavori e pur di mangiare accettano. Il nostro governo sta provvedendo per cercare di ridurre questo fenomeno o per lo meno di limitare i numeri degli sbarchi via mare,infatti è stato stipulato un accordo con la Libia,questo accordo prevede che il nostro governo fornisca loro i mezzi necessari per le sorveglianze sulle coste.

Mauro , Stefania, Valerio classe V C

sabato 11 ottobre 2014

Jerusalem



Il 9 Ottobre abbiamo visto il film Jerusalem, presso il Centro Sociale di Rionero in Vulture.
C' erano autorità comunali , religiose e la regista Lia Beltrami.
Il film è iniziato alle 17:20, era un bel film che parlava di pace.
La regista ha inteso  riunire 8 donne di religione diverse che hanno detto di crescere i loro figli con una parola in mente: la parola PACE.
Poi ha fatto vedere alcun posti di Gerusalemme tipo mercati ed una signora dopo aver visto le mura di Gerusalemme ha detto che non dobbiamo avere mura che ci dividono da qualcuno. Gerusalemme è in Palestina è un luogo di pace popolato da tante persone di religione diversa.
 In questo periodo gli Ebrei bombardano la Palestina per riconquistarla e realizzare un sogno chiamato “ la terra promessa da Abramo “ che è proprio la Palestina .
Infatti dopo l'Olocausto agli Ebrei fu assegnato un pezzo di terra che però era abitata già dai Palestinesi e che oggi rappresenta il motivo della guerra crudele in corso; ecco perchè oggi , i bombardamenti non finiscono e, purtroppo,  è anche nata un associazione di terroristi chiamata I.S.I.S che decapita i giornalisti europei e i rappresentanti del mondo Occidentale senza pietà e rispetto della vita altrui.

ALLORA IO GRIDO....BASTA GUERRA!



Lorenzo Maria Saraceno
                                        

                                           Classe 5°C

La Questione Palestinese raccontata da un testimone israeliano



Israele vuole esistere come uno Stato Ebreo e vivere in pace, e anche riconosce il diritto dei palestinesi a possedere il suo proprio Stato per vivere in pace. Il problema è che molti palestinesi, musulmani e arabi non accettano il diritto che ha Israele.
Israele è la terra promessa da Dio per il popolo ebreo, quindi in realtà è un conflitto antico dove si lotta non solo per ragioni territoriali ma anche religiose e politiche.




Nel 1947, il territorio Palestinese fu diviso in due parti, lo stato Ebreo e lo stato Arabo; però gli arabi  non erano d'accordo e nel 1948 questi paesi arabi vicini a Israele, come il Libano, Siria, Irak ed Egitto attaccarono il piccolo Stato Ebreo. Il mondo si sorprese per la sopravvivenza di Israele. La stessa cosa successe nel 1967, quando il dittatore egiziano annunciò il suo piano per distruggere il piccolo stato. Israele attaccò preventivamente l'Egitto, la Siria e la Giordania e di conseguenza prese il controllo della Cisgiordania e la città di Gerusalemme. Immediatamente  i leader arabi annunciarono i loro famosi tre no (no riconoscimento, no pace, no negoziazioni).


Dopo 10 anni nel 1978 Israele restituì le terre all' Egitto come promessa di pace ed è lo stesso che vorrebbe fare con i palestinesi se loro riconoscono Israele come Stato Ebreo.
Nel 2000 Israele offre la totalità di Gaza e parte della Cisgiordania, ma lo stato Palestinese rifiutò l' offerta e in cambio Hamas (movimento di resistenza Islamica per la liberazione della Palestina) rispose con atti terroristici dentro Israele.
Intanto la T.V., la radio e le scuole palestinesi glorificano i terroristi disprezzando gli ebrei, ripetendo quotidianamente che Israele non deve esistere più.
Pochi mesi fa il mondo intero guardò l'ultimo bombardamento tra i due popoli.
In Israele, la cupola di ferro è un sistema che rileva il lanci di missili contro il territorio Israeliano. Esse funzionano colpendo il razzo in cielo usando un contro-razzo.
Questo sistema, immediatamente, attiva un' allarme che indica alla gente che deve entrare in un rifugio, queste sono delle stanze blindate che prima di chiudersi restano aperte 60 secondi dall'allarme .
Di notte, chi non ha la fortuna di avere un rifugio nella propria casa usa i parcheggi sotterranei o rimane sulle scale dei palazzi.
Anna, un'amica di mamma che vive in Israele, racconta che in quei giorni prima di uscire per strada pianifica dove e come proteggersi in caso d' allarme. Di solito i portoni dei palazzi restano aperti per soccorrere il maggiore numero di persone che rimangono fuori dai rifugi pubblici.
Lei racconta che una volta ha visto la cupola di ferro in azione. Si trovava in macchina con la sua bambina e non riusci a scendere ed allontanarsi in tempo, così rimase per strada coprendo con il suo corpo la figlia di 1 anno.
Per lei furono giorni e notti molto difficili e tristi, tanto che si ammalò fisicamente... ma nel suo cuore prova anche molto dispiacere per le vere vittime che sono i bambini e le famiglie palestinesi dal momento che Hamas usa loro come scudi umani e le loro case come nascondigli e centri operativi per pianificare atti terroristici.
Israele da sua parte usa il denaro donato dagli ebrei del mondo e dalle loro tasse per investire nella sicurezza del suo popolo.

Stefania Rinaldi 5ta C

mercoledì 14 maggio 2014

Finale Coppa Italia


La Coppa Italia 2013-2014 è stata la 67ª edizione della manifestazione calcistica. È iniziata il 3 agosto 2013 e si è conclusa il 3 maggio 2014. È stata vinta dal Napoli che ha sconfitto in finale la Fiorentina.
Il Napoli ha avuto un inizio spettacolare con la doppietta di Lorenzo Insigne, poi dopo il 20' il Napoli ha avuto un calo e Vargas, della Fiorentina, al 28' con un goal ha riaperto sul 1-2 la partita che poco prima sembrava chiusa dai partenopei.
Poi il Napoli ha continuato a soffrire un sacco di occasioni sprecate dalla Fiorentina inoltre il Napoli è rimasto indietro in 10 per l' espulsione di Gokhan Inler ma successivamente il Mister Benitez ha fatto entrare il giocatore Dries Mertens che dopo 5 minuti ha firmato il determinato 1-3.
Così per la quinta volta il Napoli alza la coppa Italia, in un clima che doveva essere di festa familiiare ma che come ben sappiamo si è trasformato in una sporca guerriglia allo Stadio; ecco perchè i giocatori patenopei hanno alzato il meritato trofeo dedicandolo al tifoso ferito poche ore prima Ciro Esposito.
Non doveva andare così, non dovevano succedere episodi di guerra in una giornata che doveva avere solo il sapore di una grande festa familiare.
Poco prima dell'inizio della guerriglia fuori dallo stadio le telecamere avevano inquadrato due bambini che scherzavano e ridevano tra loro e uno aveva la maglia del Napoli mentre l'altro indossava i colori della F orentina.



Questo è lo spirito dello sport: lo sport deve unire e non dividere, deve far gioire e non piangere, lo sport deve avere innanzitutto il significato del rispetto dell'avversario giocatore o tifoso che sia.
Ma purtroppo oggi lo sport per molti è solo business e violenza.
Peccato ma noi ragazzi continuiamo ad immaginarci lo sport come quei due ragazzi di squadre opposte ma sorridenti e felici di condividere comunque questa bella finale insieme. VIVA Lo SPORT quello vero e ABBASSO LA VIOLENZA
Lorenzo Saraceno
Francesco Maulà

classe IV C

sabato 10 maggio 2014

Spari al di fuori dello stadio Olimpico






Colpi di pistola, feriti, lanci di petardi e scontri... a poca distanza dall'inizio della finale di Coppa Italia Fiorentina - Napoli, allo stadio Olimpico è guerriglia. Tre tifosi del Napoli sono stati raggiunti da colpi di pistola, in viale di Tor di Quinto, uno è molto grave. Ritrovata la pistola e 9 bossoli. In totale negli scontri sono rimaste ferite una decina di persone. Ma per i tre feriti da colpi di arma da fuoco le attenzioni degli inquirenti si sono concentrate su un ultrà della Roma, Daniele De Santis ricoverato all'ospedale Gemelli per frattura. L'uomo è stato interrogato dalla polizia ed è poi stato sottoposto a provvedimento restrittivo. De Santis, noto come "Gastone", era uno dei tifosi che entrò in campo e impedì lo svolgimento del derby di Roma del 2004, dopo che era stata diffusa la falsa notizia di un bambino investito da un'auto della polizia. E' proprietario di un chiosco vicino all'Olimpico che sarebbe stato preso d'assalto dai tifosi del Napoli. Nello stesso ospedale è stato trasportato, dopo un intervento di urgenza, Ciro Esposito, 27 anni, il supporter partenopeo ferito gravemente, colpito alla colonna vertebrale. E' stato ricoverato in codice rosso all'ospedale Villa San Pietro, operato, stabilizzato e poi trasferito al policlinico Gemelli.      
  


 Qui le condizioni sanitarie, fanno sapere i familiari, non consentono però ancora l'intervento. Gli altri coinvolti sono Alfredo Esposito di 43 anni, colpito alla mano destra e Gennaro Fioretti di 32 anni, colpito ad un braccio e ad una mano.Roma è stata 'invasa' da decine di migliaia di tifosi giunti da Napoli e Firenze. La giornata è stata caratterizzata da incidenti tra i tifosi e tafferugli. La tensione è salita nel tardo pomeriggio, quando sono cominciati gli scontri tra i supporters delle due squadre, cui avrebbero partecipato anche ultras della Roma, e tra questi e le forze dell'ordine. Contro gli agenti che scortavano le tifoserie perchè non venissero a contatto, nei pressi di Ponte Milvio, sono stati lanciati bottiglie ed oggetti vari. Tafferugli tra i gruppi di sostenitori si sono verificati in altre zone vicino all'Olimpico. Anche nello stadio, poi, ci sono stati lanci di petardi e bombe carta. Poco prima delle 19 gli spari, nei pressi di un vivaio. Tensione nello stadio. Episodi drammatici che hanno rischiato di far saltare il fischio di inizio della finale di Coppa. Dopo una lunga trattativa, con lanci di fumogeni anche all'interno dello stadio Olimpico, le due società e le tifoserie hanno deciso di giocare la partita, vinta dal Napoli, seguendo il match in silenzio. Qualche minuto prima dell'inizio della partita, allo stadio Olimpico è arrivato anche il premier Matteo Renzi con la moglie e i figli, scortato da un picchetto di polizia e carabinieri.



Tensione nelle curve, i tifosi del Napoli chiedono di non giocare. Il centrocampista del Napoli Marek Hamsik è andato sotto la curva nord per parlare con i tifosi, mentre venivano esplosi grossi petardi. Un vigile del fuoco è stato colpito da un petardo. Prima della partita, poco dopo l'ingresso delle squadre in campo, il pubblico ha fischiato l'Inno d'Italia cantato dal vivo da Alessandra Amoroso



In serata il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha commentato: "Le violenze che si sono verificate nei pressi dello stadio Olimpico sono vergognose e intollerabili. Hanno rovinato il clima di festa che dovrebbe caratterizzare questi eventi. Roma e il Paese non meritano di essere oltraggiati da chi approfitta di una partita di calcio per dare libero sfogo alla propria aggressività. In attesa che si faccia piena chiarezza sull'accaduto e si individuino i responsabili di questo gesto criminale, assicurandoli alla giustizia, il mio augurio è che questo evento sportivo possa immediatamente tornare al suo giusto spirito".
Siamo rimasti ammutoliti al sentire queste parole perchè il calcio deve essere un divertimento ed uno sport allegro e carismatico.
Lorenzo S.,Francesco e Simone IV C

venerdì 29 novembre 2013

Elezioni regionali 2013 in Basilicata.



E vai !!! Per quattro giorni non siamo andati a scuola!   Lo sapete il perché???
Perchè ci sono state le elezioni regionali e la nostra scuola è stata trasformata in seggio elettorale.
Ha vinto la coalizione di sinistra con a capo il candidato alla Presidenza della Regione Marcello Pittella.
Ha sconfitto i candidati degli altri partiti quali PDL, Movimento 5 stelle, SEL, Centro Democratico ed altri.
Alcuni dei consiglieri eletti sono : Piero Lacorazza , Carmine Miranda Castelgrande,Vito Santarsiero e il più giovane Mario Polese.
Al di là dei nomi, che per un ragazzo di nove anni significano poco, spero che i nuovi consiglieri ed assessori sappiano realmente risolvere i problemi di una regione che è stata classificata la seconda più povera d'Italia. 
Eppure la mia Basilicata è una terra ricca di bellezze naturali e architettoniche, gastronomiche e turistiche; infatti  ci sono le montagne per passeggiare e quelle per sciare, ci sono due tratti di mare bellissimo, c'è il vino e il cibo buono e la gente ti ospita con calore. Inoltre in Basilicata si estrae il petrolio e io mi chiedo: ma allora se abbiamo tutte queste ricchezze perchè siamo la seconda regione più povera d'Italia?  Cari politici noi stiamo crescendo e ci auguriamo che voi governiate questa terra nell'interesse di tutti i cittadini e non solo per l'interesse di pochi, ma soprattutto nell'interesse delle generazioni future.
Al Presidente ed alla sua Giunta auguro buon lavoro e se interessa sentire il parere di un ragazzo della mia età' mi offro disponibile a mangiare un gelato insieme! Viva la Basilicata e viva l'Italia.

Lorenzo Maria Saraceno classe IV C - Istituto Comprensivo " M. Preziuso"

PUBBLICATO SU PRIMARIANEWS

martedì 19 novembre 2013

Il disastro in Sardegna

Lunedì 18 Novembre , l'isola della Sardegna è stata colpita dal ciclone chiamato Cleopatra.
Purtroppo non c'è stata nessuna allerta meteo,  di conseguenza è successo molta distruzione e morte.
Le strade e le case sono state allagate, i fiumi hanno traboccato inondando le campagne, un ponte è crollato quando la polizia salvava una ragazza in pericolo.
Adesso, le vie di comunicazione sull' isola sono inagibili, diventando più difficile l' aiuto dei soccorsi per riportare la situazione alla normalità.
Praticamente in 24 ore è caduta la pioggia di 6 mesi. La zona più colpita in particolare è stata Olbia ma comunque il forte nubifragio ha creato disastro e disagio su tutta l'isola lasciando solo morti, dispersi, sfollati e cumuli di macerie e detriti.
La scena più triste di questa tragedia è stata la morte di due bimbi, Francesco di 3 anni e Morgana di 2.
L'Italia in questi giorni è solidale e collabora con le famiglie colpite dal disastro in Sardegna. Anche noi abbiamo partecipato donando 2 euro chiamando al numero 45500.
Fatelo anche voi!



Scritto da Stefania e Carlotta, classe IV C

PUBBLICATO SU PRIMARIANEWS




martedì 15 ottobre 2013

ENNESIMA TRAGEDIA A LAMPEDUSA



Una settimana dopo la strage di Lampedusa (339 morti secondo il conto aggiornato ad oggi), ancora un tragico naufragio nel Canale di Sicilia che continua ad essere un'immensa tomba per le masse di disperati in fuga dall'Africa: il primo bilancio è di circa 50 morti, tra i quali una decina di bambini.
Sembra un bollettino di guerra; il Mediterraneo è ormai diventato un cimitero.
Se penso che tanti ragazzi della nostra età perdono la vita solo per provare ad essere liberi e ad avere una vita migliore mi si stringe il cuore.
Noi pensiamo ogni giorno ad andare a scuola, ad andare a fare sport, ad andare a mangiare la pizza o a scherzare con i nostri amici.
Loro, invece, sono costretti ad imbarcarsi sulla nave di un “orco cattivo” che dopo aver fatto pagar un salato biglietto li trasporta come bestie stipate in un viaggio che spesso ha di sicuro solo la morte.
Mi chiedo perché gli altri paesi dell’Europa non si interessano di questa tragedia ed ammiro tanto la popolazione di Lampedusa che con coraggio e solidarietà, per quelli fortunati che riescono a toccare terra, li accoglie e li cura.
Forse bisognerebbe prestare più attenzione a questo problema e non lasciare che ogni volta, passata la notizia, ci si dimentica di questi piccoli eroi.
La penultima tragedia ha visto morire mamme e figli stipati sotto una cabina che ha preso fuoco e nulla hanno potuto fare per salvarsi.
Immagino i terrore e la paura di un ragazzo della mia età che capisce che la morte è arrivata e vorrebbe essere salvato, grida aiuto ma nulla viene fatto.
Immagino come i suoi sogni di una vita migliore e più giusta prendano fuoco insieme al suo cuore.
Questa storia mi rende molto triste e spero che una soluzione i nostri Governanti possano trovarla. Intanto rivolgo una preghiera per chi non c’è più ed un’altra all’Angelo Custode di quel ragazzo, che come me, sogna ed ha diritto che i suoi sogni possano realizzarsi.

Lorenzo Maria SARACENO classe  IVC

venerdì 11 ottobre 2013

Perché gli immigrati vengono in Italia?



Gli immigrati vengono in Italia perchè è un Paese di passaggio per le Nazioni del sud del        
Mediterraneo. Sono iniziati ad arrivare dopo che, a causa della crisi petrolifera del 1973, i
Paesi Europei che avevano già un certo numero di immigrati, chiusero le frontiere e quindi i migranti si fermarono in Italia. In Italia, inoltre, è molto diffuso il “lavoro nero” e questo attira tutti i migranti entrati clandestinamente sul nostro territorio o coloro che, pur essendo entrati regolarmente, non sono più in regola perchè  è scaduto il permesso di soggiorno.
Chi migra lo fa per migliorare le proprie condizioni di vita o per scappare da situazioni di gravi crisi politiche ma anche, ciò vale più per le donne, per diventare indipendenti economicamente. La scelta del Paese dove migrare non è determinata tanto dai motivi economici ma dalle reti migratorie, cioè si va nel Paese in cui sono già migrati parenti o amici, affinchè forniscano un aiuto a trovare lavoro, casa, ecc.. I problemi d'integrazione sono dovuti principalmente alla carenza di educazione alla multiculturalità. Eppure noi italiani siamo abituati a razze diverse visto i molteplici dialetti e tradizioni culturali esistenti. Le difficoltà sono innanzitutto linguistiche, seguite dal problema dell'abitazione. In Italia sono quasi quattro milioni gli immigrati presenti, un numero destinato a crescere sempre più. Ultimamente, però, si sono registrate diverse vittime a causa di una inadeguata sicurezza dei mezzi di trasporto perchè troppo vecchi o sovraccarichi di migranti. L'ultima sciagura si è avuta pochi giorni fa a Lampedusa dove hanno perso la vita più di trecento persone e ancora si cercano i dispersi.

Cecere Aristodemo
     Paolino Antonio    
Cicchiello Simone  

sabato 11 maggio 2013

Giulio Andreotti – Un uomo – La Storia




Giulio Andreotti è nato a Roma il 14 febbraio 1919 ed è morto il 6 maggio 2013 all’ età di 94 anni. Ultimo di tre figli,una sorella morta di meningite all’ età di 18 anni, orfano di padre all’ età di due anni, la madre, Rosa Falasca, era casalinga, il padre , Filippo Andreotti, era maestro elementare. Ha frequentato il ginnasio al “Visconti,” il liceo al “Tasso”con i figli di Benito Mussolini, poi si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza , dove si laureò a pieni voti. E’ stato un politico, scrittore e giornalista italiano. E’ stato uno dei principali  esponenti della Democrazia Italiana. Sposato dal 1945 con Livia Danese, moglie sempre al suo fianco ,mai interessata di politica, ma soprannominata la marescialla perché ha sempre messo ordine nella sua vita. E’ stato Senatore a vita dal 1991 fino ad oggi e durante la sua carriera politica ha ricoperto numerosi incarichi:
·         Sette volte Presidente del Consiglio
·         Otto volte Ministro della Difesa
·         Cinque volte Ministro degli Esteri
·         Tre volte Ministro delle Partecipazione Statali
·         Due volte Ministro delle Finanze, del Bilancio e dell’ Industria
·         Una volta Ministro del Tesoro, dell’Interno dei Beni Culturali e delle Politiche Comunitarie.
Dal 1945 in poi è sempre stato presente nelle assemblee legislative italiane è entrato in politica grazie a Alcide De Gasperi che lo coinvolse nella fondazione della Dc. Nel 1954 fu per la prima volta Ministro degli Interni con il governo Fanfani. Nel 1955 fu Ministro delle Finanze con il governo Antonio  Segni. Nel 1968 Ministro delle Finanze , Tesoro e Difesa. Nel 1972 Leone lo incaricò di formare il suo primo governo.
Nel 1993  La Procura di Palermo, gli recapitò un avviso di garanzia per concorso in associazione a delinquere di stampo mafioso. Andrteotti rinunciò all’ immunità parlamentare e scelse come difensore una giovane donna siciliana “Giulia Bongiorno”. Prosciolto in primo grado, condannato in secondo, prosciolto definitivamente dalla Cassazione:
fu ritenuto responsabile di associazione a delinquere negli antecedenti il 1980, ma la sentenza stabili’ di non procedere essendo il reato prescritto, fu assolto dall’ accuas per insufficienza di prove. Il processo durò 11 anni, 268 udienze, ascoltati 362 testimoni e 37 pentiti. Gli furono attribuite alcune battute dette da lui nell’ arco della sua vita:
·         “Il potere logora chi non ce l’ ha”
·         “A pensar male si fa peccato ma si indovina”
·         La storia è una cosa seria. Io appartengo alla cronaca”
E’ stato l’ unico statista della Democrazia Cristiana , insieme a De Gasperi.

Relazione scritta da
Davide Pruonto
Gerardo Solazzo
Alessandro Pinto
Mattia Traficante

La torre piloti, il “ cervello “ del porto di Genova




La torre di controllo del porto di Genova era alta 50 mt, in cemento e vetro Era stata costruita nel 1997 e da allora era considerata “l’altra lanterna” del porto . La torre aveva la stanza di controllo all’altezza di 40 mt e da lì gli operatori potevano controllare ogni movimento in atto nello scalo, coordinando attracchi, entrate e uscite.
La sala aveva una superficie di 165 metri quadri, e al suo interno aveva la sede dei piloti del porto. Prima  che la struttura fosse realizzata, i piloti a Genova operavano in una torretta piccola, situata sempre nella zona del Molo Giano . Ma i crescenti traffici nello scalo genovese avevano indotto l’Autorità portuale a realizzare la nuova torre, simile alla torre di controllo di un aeroporto.
La struttura era( IL CERVELLO)operativo della capitaneria del porto di Genova era divisa in due piani,una zona operativa con apparecchiature e una zona,dotata di strumenti per il controllo del traffico marittimo del porto .
                                                                                                                                                                                                                                          



      Genova 8 Maggio 2013 

Alle ore 23.00 di Martedì presso il Molo Giano , la nave Jolly Nero si è schiantata contro la torre di controllo ,durante una manovra , distruggendola , mentre all’ interno  c’erano circa 14 persone .

Testo scritto da Francesca, Leyda e Pia, classe III D

giovedì 2 maggio 2013

Primo Maggio: festa dei lavoratori




La giornata del 1° Maggio é stata riconosciuta festività Nazionale in Italia agli inizi del 900 , soppressa durante il fascismo e ripristinata dopo la Seconda Guerra Mondiale nel 1945. Il 1° Maggio è la festa dei lavoratori e in questo giorno si vuole ricordare l' impegno del movimento sindacale e gli obiettivi sociali ed economici raggiunti dai lavoratori. La scelta del 1° Maggio è da collegare alla tragedia della rivolta di Haymarket del 1886 nel corso della quale gravi incidenti provocarono la morte di lavoratori , infatti quel giorno i sindacati organizzarono a Chicago uno sciopero per chiedere la giornata lavorativa di 8 ore. All' epoca i turni di lavoro duravano anche 12 ore e coinvolgevano uomini , donne e bambini che lavoravano in condizioni  disumane, così ci fu una vera e propria rivolta ai danni dei lavoratori in sciopero e numerosi furono i morti. Il 1° Maggio dunque è una Festa signifiativa visto che il lavoro è, per la maggioranza delle persone ciò che riempie la vita, ciò che le da significato, ciò che permette il sostentamento. Diverse associazioni  sindacali hanno scelto di celebrare la data del 1° Maggio organizzando concerti, famoso è quello in piazza S. Giovanni a Roma.  
Scritto da Davide C. e Niccolò, classe III D