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mercoledì 8 aprile 2015

Viaggio in Basilicata

Realizzato da Alessandro, Andrea e Vincenzo classe V D

mercoledì 4 marzo 2015

Presentiamo la nostra regione:Basilicata

venerdì 6 febbraio 2015

Pianificazione di un viaggio in Italia

Realizzato da Beatrice, Francesca, Carlotta, Lorenzo classe V C

sabato 20 dicembre 2014

Viaggio di istruzione a Metaponto e Maratea

Il giorno 19 Dicembre ci siamo recati a Matera e a Metaponto.
Siamo andati prima a Metaponto per vedere il Museo di Metaponto, li abbiamo osservato vari oggetti che risalivano alla civiltà Greca e c’erano dei vasi di ceramica con dei decori che illustravano la vita quotidiana degli antichi Greci,dei gioielli che le donne indossavano solo dopo la loro morte.
Quando una donna moriva le venivano messi tutti gioielli molto preziosi per apparire al meglio agli Dei nell’ aldilà.
Le donne ricche a quei tempi indossavano sempre molto spille e quasi sempre delle cinture.
Successivamente ci siamo recati nell’altra sala dove abbiamo visto i giochi dei bambini dell’Antica Grecia.
Nella vetrina c’erano dei burattini di ceramica e dei dadi di pietra che si regalavano ai bimbi appena nati.
In seguito abbiamo visto dei leoni di ceramica.
Questi si mettevano sui lati del tetto del tempio per fare in modo che quando sarebbe piovuto l’ acqua sarebbe scesa dalla bocca dei leoni. Finito il giro siamo saliti sul pullman che ci ha portati a vedere il Parco Archeologico.






Abbiamo scoperto che l’ ingresso era da dove il sole tramontava.
Appena arrivati a Matera siamo andati al ristorante da cui si vedevano i Sassi. Subito dopo pranzo siamo andati a vederli da vicino. Visto che i Sassi sono in discesa le case più in alto erano destinate ai ricchi mentre quelle più in basso ai poveri.



Le case dei poveri erano molto piccole anche se le famiglie erano molto numerose. Siamo andati a visitare la Casa Grotta.
La casa era piccolissima infatti nella stessa stanza in cui c’era il letto c’era il tavolo da pranzo. Per asciugare i panni li mettevano su due tavole di legno fissate al muro e sotto si accendeva il fuoco.
Nella cantina si mettevano i cavalli e le galline.
Infine siamo saliti sul pullman e siamo tornati a casa.
                                                                        FRANCESCA    

                                                                             5 C

sabato 22 novembre 2014

L'altare della Patria






giovedì 13 novembre 2014

I simboli dello Stato Italiano








L'inno d'Italia rappresentato dagli alunni













Fratelli d'Italia L'Italia s'è desta, Dell'elmo di Scipio S'è cinta la testa. Dov'è la Vittoria? Le porga la chioma, Ché schiava di Roma Iddio la creò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.
Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.
Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.
Dall'Alpi a Sicilia Dovunque è Legnano, Ogn'uom di Ferruccio Ha il core, ha la mano, I bimbi d'Italia Si chiaman Balilla, Il suon d'ogni squilla I Vespri suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.
Son giunchi che piegano Le spade vendute: Già l'Aquila d'Austria Le penne ha perdute. Il sangue d'Italia, Il sangue Polacco, Bevé, col cosacco, Ma il cor le bruciò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò

clicca sul link per ascoltare l'inno

martedì 11 novembre 2014

L'emigrazione



Nel passato in Italia sono emigrati tanti cittadini alla ricerca di un lavoro ( Germania,Australia,America,Svizzera...). 


Tra il 1950 e il 1970, in seguito allo sviluppo industriale in Italia, il fenomeno dell'emigrazione si è verificato anche all'interno del territorio italiano. Questo è accaduto inizialmente in Piemonte,Veneto e Friuli,in seguito dai porti del Mediterraneo partirono molte navi con migliaia di italiani diretti nelle Americhe in cerca di un futuro migliore. 


La positività dell' emigrazione è stata la certezza di un lavoro sicuro. Le negatività sono state tante come quella di lasciare il proprio paese, la propria famiglia e quindi di cambiare totalmente modo di vivere. 
Mio nonno mi ha raccontato che i suoi genitori erano emigrati in America. Sono andati via perché il lavoro in Italia non c’era. Il motivo principale per cui sono partiti era per trovare dei soldi per sfamare i loro figli. 


Appena arrivati al porto di Messina sono stati messi su di una nave molto grande dove c’ erano almeno 2.000 persone tutte in attesa di ricominciare una nuova vita in America. Questa nave li ha portati in America precisamente a Philadelphia. Appena arrivati erano tutti spaesati perché prima abituati a paesini molto piccoli tutto a un tratto si sono ritrovati in una città gigantesca con tante persone. Dopo venti anni avevano saputo che in Italia si era sviluppato il lavoro. Cosi sono tornati in Sicilia definitivamente precisamente a Rometta Marea provincia di Messina dove hanno avuto altri otto figli tra cui anche mio nonno.

Francesca e Rosita classe V C

giovedì 30 ottobre 2014

L'immigrazione in Italia




L'immigrazione è un fenomeno antichissimo: quando l'uomo è in situazioni di crisi è costretto ad andare verso posti più ricchi per trovare lavoro e vivere meglio. Il secolo scorso molte persone hanno sentito l'esigenza di lasciare l'Italia,che allora era povera per andare in altri paesi che offrivano più prospettive. La maggior parte degli immigrati di oggi provengono dall'Africa,dall'America Latina e dall'India. Questi paesi sono stati sfruttati per secoli per le loro ricchezze dai popoli europei. Tutto questo sfruttamento ha impedito loro di progredire; la miseria e la fame spingono questa gente a imbarcarsi su piccole barche per affrontare un viaggio lungo e pericoloso con la speranza di trovare lavoro e inserirsi nella nostra società,ma tutto questo per loro non è facile perchè anche in Italia c'è poco lavoro. 


 L'immigrazione crea allo stato italiano gravi problemi perchè sta diventando quasi impossibile accogliere un gran numero di persone nei centri di accoglimento e anche per i suoi costi. La maggior preoccupazione è dovuta al fatto che molti di loro sono clandestini e una parte di loro viene indotta alla malavita perchè i criminali gli offrono dei lavori e pur di mangiare accettano. Il nostro governo sta provvedendo per cercare di ridurre questo fenomeno o per lo meno di limitare i numeri degli sbarchi via mare,infatti è stato stipulato un accordo con la Libia,questo accordo prevede che il nostro governo fornisca loro i mezzi necessari per le sorveglianze sulle coste.

Mauro , Stefania, Valerio classe V C

mercoledì 29 ottobre 2014

La popolazione italiana



In Italia vivono oltre 60.000.000 di persone. La maggior parte degli abitanti è concentrata lungo le coste e sulle pianure.
L’ Italia è uno stato a crescita zero cioè che quando una persona muore un'altra nasce e quindi l’ aumento della popolazione è minimo.
Invece il numero degli anziani aumenta sempre di più grazie ai progressi della medicina.
Nonostante la crescita zero la popolazione aumenta sempre un po di più, grazie all’ arrivo degli immigranti.
Gli immigranti arrivano da molte parti del mondo (Asia,America,Africa…).
Le persone che non arrivano dall’ Europa vengono chiamate extracomunitari.
Grazie a questo fenomeno in Italia ora ci sono 2.000.000 di persone in più, anche per questo fenomeno ora l’ Italia è una società multietnica cioè ci vive gente con lingue, tradizioni e religioni diverse.

                                                               Francesca classe V C

giovedì 9 ottobre 2014

L'organizzazione dello stato italiano





La nascita della repubblica italiana avvenne nel 1946 in seguito ai risultati del referendum istituzionale del 2 giugno, indetto per determinare la forma di stato dopo il termine della seconda guerra mondiale. Il 10 giugno 1946 la corte suprema proclamò i risultati del referendum: la repubblica (12.717.923), la monarchia (10.719.284). Quindi la notte tra il 12 e il 13 giugno il presidente del consiglio Alcide de Gasperi assunse le funzioni di capo provvisorio dello stato repubblicano e l’ex re Umberto II lasciò volontariamente il paese il 13 giugno 1946. Il 2 giugno 1946 insieme alla scelta sulla forma dello stato i cittadini italiani elessero anche i componenti dell’assemblea costituente che doveva redigere la nuova carta costituzionale. Il 28 giugno l’assemblea Costituente elesse a capo provvisorio dello stato Enrico De Nicola che con l’entrata in vigore della nuova costituzione assunse per primo le funzioni di presidente della repubblica italiana il 10 gennaio 1948. Egli successivamente conferì a De Gasperi l’incarico di formare il primo governo della repubblica italiana. Purtroppo dopo 70 anni il mondo è cambiato e le persone che lavorano al senato non possono più essere efficienti proprio come una vecchia macchina che spende tanto e non va lontano, perciò negli ultimi anni si vuole riformare il senato per renderlo più efficiente con delle modifiche. Il senato come lo abbiamo conosciuto finora infatti scompare, sarà sostituito da una Camera con competenze diverse rispetto a quella dei Deputati. Sarà composto da 100 membri non eletti direttamente dai cittadini ma selezionati tra sindaci e consiglieri regionali. Scompaiono anche i senatori a vita, sostituiti da senatori di nomina presidenziale in carica per 7 anni.Saranno così ripartiti: 4 consiglieri regionali, 21 sindaci e 5 personalità illustri nominate dal presidente della Repubblica. Saranno i Consigli regionali a scegliere i senatori, inoltre le regioni eleggeranno ciascuna un altro senatore scegliendolo tra i sindaci dei rispettivi territori. Il primo rinnovo del Senato li vedrà "eletti" tutti contemporaneamente, dopodiché la loro elezione sarà legata al rinnovo dei consigli regionali. 
Il nuovo senato avrà molti meno poteri : innanzitutto non potrà più votare la fiducia ai governi in carica, mentre la sua funzione principale sarà quella di "raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica", che poi sarebbero regioni e comuni. Il Senato avrà però la possibilità di esprimere proposte di modifica anche sulle leggi che esulano dalle sue competenze.

Alessandro classe V D

mercoledì 11 giugno 2014

Dal quaderno di geografia

















martedì 10 giugno 2014

Italia fisica

venerdì 20 settembre 2013

Le nostre vacanze estive




giovedì 6 giugno 2013

Viaggio di istruzione Casalvelino - Acciaroli





Il giorno 04/06/2013 abbiamo partecipato, con le classi III C e III E al viaggio di istruzione a Casalvelino - Acciaroli. Siamo partiti da Rionero alle ore 5,45 e dopo una sosta ad Eboli per rinfrescarci e consumare la colazione siamo arrivati a Casalvelino verso le nove. Ad attenderci c'era la  guida Rosalia, che ci ha mostrato una grande conchiglia chiamata TOFA . Poi abbiamo cambiato guida, il suo nome era Giuseppe, il quale ci ha insegnato a fare dei nodi usati in marina. Il primo nodo si chiamava alla marinara , il secondo a cappuccino e il terzo a farfalla. Poi siamo andati su una motobarca che si chiamava Leucosia, e siamo partiti da Casalvelino per arrivare ad Acciaroli. La nostra guida Giuseppe ci ha mostrato delle alghe che si chiamavano Poseidonia e la loro presenza indicava che il mare era pulito. Verso l'una ci siamo diretti al ristorante, chiamato il Boccaccio. Qui abbiamo pranzato e Giuseppe ci ha fatto vedere dei giochi tipici  del luogo. Successivamente siamo  ritornati al porto, dove abbiamo visto la TORRE NORMANNA e gli scogli. Anticamente la torre aveva uno scopo difensivo e serviva soprattutto per avvistare i pirati che provenivano dal mare.  Gli uomini che stavano di guardia suonavano la TOFA cinque volte, questo significava che erano avvistate due barche nemiche pronte ad attaccare. Dopo siamo andati al laboratorio della pesca e Giuseppe ci ha detto che esistono vari tipi di pesca: la pesca a tremaglio , la pesca a paranza, e altri tipi di pesca. Da qui siamo andati al laboratorio della navigazione  e Giuseppe ci ha mostrato la rosa dei venti , dove sono indicati i venti: lo scirocco , il maestrale, il libeccio ed altro. Poi abbiamo visto la bussola dove sono indicati i punti cardinali. Infine  siamo andati in piazza per assistere ai canti e balli  del Cilento. C’ erano tre vecchietti  e una signora, uno dei vecchietti suonava la fisarmonica, due cantavano e la signora ci ha coinvolti nelle danze. Dopo essrci fermati in un negozio per acquistare degli oggettini tipici di Acciaroli da regalare ai nostri genitori siamo saliti in pullman e siamo ritornati a casa. Insomma è stata una bella esperienza, e la cosa che più mi ha colpito è stato vedere la Torre Normanna e gli scogli .
Scritto da Davide P. classe III D

PUBBLICATO SU PRIMARIA NEWS


giovedì 2 maggio 2013

UN GIRO ALLA FIUMARA DI ATELLA





Il 1 Maggio dopo pranzo con papà, mia sorella e mio zio siamo andati alla fiumara di Atella.
Era una giornata bellissima e caldissima e abbiamo visto un paesaggio bellissimo.
Siamo arrivati sul greto del fiume e ci siamo divertite a guardare i sassi e le loro forme strane.
Poi abbiamo catturato una rana. Mia sorella è entrata in acqua ed io no.
Il mio papà ha detto che la piccola rana non poteva venire con noi, l’abbiamo salutata e siamo tornati a casa.
La fiumara di Atella è un affluente di destra del fiume Ofanto. Lungo 25 km, nasce sul Monte Caruso e confluisce nell' Ofanto nel territorio di Atella.




Assunta Nardozza III E

lunedì 29 aprile 2013

Una vacanza sulla Costiera Amalfitana


Giovedì mattina sono partita per fare una vacanza con la mia famiglia.
Verso le 9,00 siamo partiti da Rionero.
Alle 12,00 ero nell’ hotel a Gerola.
Dopo aver messo i bagagli in camera siamo scesi al ristorante.
Io ho ordinato gli scialatielli con cozze e vongole,per secondo la cotoletta con patatine fritte.
Il pomeriggio siamo andati in costa Amalfitana, dove abbiamo visto il Duomo e il centro.
La sera siamo andati a mangiare la pizza.
Appena tornati in hotel siamo subito andati a dormire.
La mattina dopo siamo andati a prendere il pulman per andare al traghetto che ci avrebbe portato a Capri.
Quando siamo arrivati a Capri c’era tantissima gente e tantissimi negozi.
Abbiamo mangiato un panino su una discesa che portava a vista mare.
Dopo aver finito di mangiare siamo andati a vedere il paesaggio ed era bellissimo, era altissimo e infatti sembrava di volare.
Risaliti ci siamo fatti una passeggiata e siamo andati a prendere il gelato.
Noi ci siamo andati a mettere fuori e avanti a noi c’era Bulgari.
C’erano moltissimi negozi di abbigliamento compresi gli accessori.
In una vetrina c’erano degli abiti da 5.000 euro.
Ad un certo punto siamo passati avanti una gioielleria, la vetrina era piena di diamanti veri.
Siamo andati a chiedere quanto poteva costare un diamante di quelli e la signora ha detto che tutti costavano più di 100.000 euro.
Il bello è che tutti i negozi con cose costose stavano con le porte aperte.
Dopo abbiamo preso il traghetto che ci ha portati alla fermata del pullman. Quando siamo arrivati il pullman era pieno e c’erano anche delle persone in piedi.
Noi ci siamo ficcate come le sardine e un vecchietto seduto ci ha detto che dovevamo scendere.
Non siamo scesi finché entrò l’autista che ci ha detto che più di 25 persone in piedi non le poteva portare.
A quel punto ci siamo messi a fare commedia.
Poi noi eravamo 4 persone quindi invece di essere 25 ne potevano essere 29.
Un tedesco si era messo bello comodo, noi gli abbiamo detto che si doveva stringere ma non ha capito.
Siamo scesi e una signorina avanti a noi stava entrando.
Mio padre gli ha detto che eravamo usciti noi quindi non poteva entrare lei.
Poi abbiamo convinto l’autista a far salire almeno mio padre per fargli prendere la macchina.
Quando era arrivato siamo saliti subito in macchina.
Dopo siamo andati al ristorante e ci hanno dato tantissimi antipasti.
Saliti in camera eravamo stanchissimi e come i fulmini siamo andati a dormire dopo esserci lavati. La mattina dopo eravamo freschi e riposati.
Siamo andati a fare colazione e siamo partiti.
Abbiamo fatto una sosta a Positano ma non l’ abbiamo goduta molto poiché pioveva e per questo non siamo stati molto.
Successivamente siamo andati a Sorrento per mangiare.
Quando abbiamo finito siamo andati a fare un giro al centro.
Dopo i miei genitori si sono fermati al bar per un caffè.
Siamo ripartiti e dopo qualche ora ero a casa mia. 

Francesca Fusco, classe III C

mercoledì 24 aprile 2013

Diga di Lavello


Nel comune di Lavello ci sono due  dighe : la diga del  Rendina   e la diga del Torrente  Lampeggiano .                                              
La diga del Rendina è stata costruita negli anni “50” sbarrando con una striscia di terra  il corso del Torrente Olivento, il quale è un affluente del fiume Ofanto.
Questa diga è stata ed è ancora tutt’oggi un elemento indispensabile della attività produttiva agricola nel territorio di Lavello, ma anche nei territori vicini come quelli pugliesi. 
Negli anni successivi la diga ha visto ridursi la sua capacità di accumulo delle acque, ma grazie ad un intervento di ripristino ha recuperato l’ iniziale capacità dell’ invaso, portando beneficio al consorzio di Bonifica Vulture Alto-Bradano. 
Mentre la diga sul Torrente  Lampeggiano è stata costruita nel  1993 utilizzando terreni ghiaiosi–sabbiosi presenti in prossimità del Torrente Lampeggiano . L’utilizzo delle sue acque è a scopo irriguo e potabile .
Rossella e Rosita  classe 3 ^ C



lunedì 22 aprile 2013

Il lago di Como



Il   lago di Como si è  formato   grazie  alla escavazione di fiumi, e ricade nei territori delle province lombarde di Como e Lecco. E’ il terzo lago d’Italia  più grande come superficie, ed il primo più grande come diametro. Ha la forma di Y , con una gamba nel territorio di  Lecco ed un’altra  nel territorio di  Como. Il paesaggio naturalistico  in cui è inserito è stato descritto da molti autori nei loro romanzi, come Alessandro  Manzoni nei Promessi Sposi. Il turismo è molto selezionato, con la presenza di tanti artisti. In molti comuni che si affacciano sul Lago, come Cernobbio, sono presenti ville d’epoca e monumentali come Villa D’Este e Villa D’Erba. Altro monumento interessante è Il campanile dello Xenodochio di Santa Maria Maddalena, che è stato inserito dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale.
Sono presenti molti ristoranti e alberghi sulle coste del lago, e si cucina molto pesce di lago, il piatto caratteristico è il Misultin, che è un agone essiccato.
Il clima è abbastanza mite.
La  vegetazione presenta  essenze mediterranee lungo la costa, querce e castagni nella zona collinare (500-800 metri), faggeti, abeti, larici e pini mughi in montagna. Nella zona piu alta  (fino a 2000 metri) sono presenti ginepri, rododendri, mirtilli.
Sul lago viene praticata la navigazione a scopo turistico; nel 1826 entrò in servizio il primo battello a vapore che si chiamava Lario. Oggi sul lago ci sono circa 30 battelli ed anche molti catamarani.

Carlotta Rella e Francesca Fusco, classe III C

sabato 20 aprile 2013

I laghi di Monticchio




Monticchio è una frazione appartenente ai comuni di Rionero in Vulture ed Atella, in provincia di Potenza. Situata parte alta del Monte Vulture, uno dei più antichi vulcani del meridione, conserva un variopinto patrimonio ambientale, che rende Monticchio meta turistica. I laghi di Monticchio occupano le bocche del vulcano antico. Comunicano tra loro attraverso un canale. Presentano un diverso colore : il Lago Piccolo ha un colore verdastro, il Lago Grande verde oliva. Monticchio è ricca di vegetazione di ontani, pioppi e castagni. Vivono tanti animali come il gatto selvatico, l'istrice, lo scoiattolo, la puzzola e il cinghiale. Invece i pesci sono le trote, i moscardini e i pesci siluro. Nei boschi vive una farfalla notturna di nome Bramhea.

                                                               Placido Pia e Vietri Leyda, classe III D


Il Monte  Vulture si trova  a nord della Basilicata, è un insieme di origine vulcanica che circonda  2 laghi (Lago Grande e Piccolo di Monticchio), i quali occupano i crateri eruttivi dell’antico vulcano, rendendolo così inattivo. I  due laghi , entrambi di forma ellittica, a  prima vista sembrano molto simili, però presentano in realtà grandi differenze. Il Lago Piccolo ha sponde molto ripide e una profondità di 38 m. Il Lago Grande occupa un avvallamento a  forma  di imbuto che nella parte più a Nord ha una profondità di 36 m. Il Lago Piccolo  è alimentato da sorgenti sotterranee  e le sue  acque , attraverso un ruscello, alimentano il Lago Grande che  è privo di sorgenti. Dal Lago Grande le acque  defluiscono verso il fiume Ofanto attraverso un emissario, spesso asciutto in  estate. I pendii che si trovano sopra il Lago Piccolo sono ripidi, e lungo la sponda mancano bassi fondali adatti alla vegetazione tipica delle zone umide. Dalle sponde si intravvedono, sotto il pelo dell’acqua, piante sommerse con foglie filiformi e rampicanti. Queste piante acquatiche si possono solo osservare in prossimità delle rive mentre  incontrano difficoltà a crescere dove la profondità è maggiore, poiché la luce del sole filtra solo fino a pochi metri sotto la superficie dell’acqua. Proprio per questa carenza di luce la presenza di pesci nel Lago Piccolo è limitata alla piccola fascia che contorna le sponde. Il Lago Grande, a differenza  di quanto detto per il Piccolo, presenta sponde meno occupate da opere dell’uomo e di minor pendenza. Questo favorisce la crescita di piante tipiche delle zone umide. Il Lago Grande è circondato da una vegetazione costituita da ontani, salici, pioppi. Le acque basse sono ricche di cannucce palustri e tife ,queste ultime riconoscibili dalle cime a forma di sigaro. Nelle acque più profonde si sviluppano piante acquatiche i cui fiori creano praterie galleggianti che si mescolano a distese di ninfee. Questi ambienti offrono cibo e rifugio a pesci, anfibi e uccelli. Monticchio è l’unico luogo della Basilicata in cui le Ninfee crescono spontaneamente. Raccogliere i suoi fiori bianchi, altre che essere proibito, è un atto che distrugge la natura del luogo. Nelle acque dei Laghi sono presenti da tempo varie specie ittiche. Nel recente passato l’uomo  ha introdotto anche pesci provenienti da altre aree geografiche. Ciò ha causato  danni all’ ecosistema lacustre. Per il futuro occorre sperare in un riequilibrio del sistema  e in una politica  di gestione del territorio tali da permettere la conservazione di questa che è una delle aree di più grande rilievo naturalistico dell’Italia Meridionale.


Antonio Paolino, classe III C